
Dall’idea di Vanni Zagnoli, Alessandro Mazzarino
Fonte di passione, fonte di amore, ma soprattutto fonte di vittorie: lo stadio. In una parola, casa. Di fronte al romanticismo e allo splendore degli stadi inglesi, anche l’Italia si è messa al lavoro per quanto riguarda il restyling delle proprie arene.
La prima a cambiare radicalmente il proprio stadio è la Juventus, la quale ha riscosso, e riscuote ancora, molti successi, sugli spalti e soprattutto in campo.
Due anni dopo, lo “stadio di Reggio Emilia Città del Tricolore” diventa “Mapei Stadium” e il Sassuolo viene trascinato ai piani medio-alti della classifica di Serie A grazie al calore dei suoi tifosi.
Sembra di essere all’ “Estádio José Alvalade”, ma in realtà, è la “Dacia Arena” di Udine, colorato dalle poltroncine sugli spalti che sembrano occupati anche quando lo stadio è completamente vuoto. Si poteva inaugurarlo meglio, però: 25.000 spettatori travolti dalle quattro reti della Juventus, domenica scorsa.
Progetti anche per il “Castellani” di Empoli e il “Sant’Elia” del Cagliari.
Buon segno, dunque, per il campionato italiano, che oltre a tornare grande in campo, vuole tornare “big” anche sugli spalti.
(v.zagn.) Manca giusto il palaBigi di via Guasco, a Reggio. Ha la capolista del basket ma è un impianto piccolo e vecchio.